Consulenti Seo: cosa fanno e quali sono i compiti. Le best practices

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L’importanza dei Consulenti SEO: perché senza è impossibile apparire.

Le 4 best practices di ogni buon consulente SEO.

Il web di oggi non ha nulla a che fare con quello dei primi anni del 2000, dove bastava avere una qualunque presenza web, sito, blog o uno dei primissimi ecommerce, per essere immediatamente indicizzati e comparire tra i risultati organici di ricerca. Oggi, al contrario, l’elevatissima concorrenza obbliga ad affidarsi ad una squadra di consulenti SEO, pena l’anonimato.

La figura del consulente SEO è mutata profondamente: la comparsa sul mercato di softwares e tools sempre più performanti hanno permesso una maggiore comprensione degli algoritmi su cui i motori di ricerca basano la loro indicizzazione, permettendo ai consulenti SEO di dare  raccomandazioni sempre più precise.

Rimane comunque, l’oceano che è il web, un ambiente difficilissimo, dove per apparire nei risultati organici è necessario la sinergia di differenti azioni: “on site” e “off site” e che, comunque, proprio per il fatto che alcuni aspetti dell’algoritmo dei motori di ricerca sono tutt’ora completamente sconosciuti, non sempre portano ai risultati sperati. La differenza la può fare l’esperienza dei consulenti SEO scelti.

Ma chi sono i consulenti SEO e quali compiti svolgono? Quali sono le 4 best practices di ogni buon consulente SEO?

Contenuti in breve:


Consulenti SEO e SEO specialist: chi sono e cosa fanno

Il SEO Specialist è una figura che ricopre un ruolo di estrema importanza nell’ambito del web marketing ed è sempre più richiesta. Si tratta di una professione che si occupa di diversi ambiti, tra i quali appunto, il web Marketing, l’informatica e la semantica. I consulenti SEO sono figure che si occupano di analizzare e implementare le modifiche effettuate al vostro sito web affinché quest’ultimo raggiunga una migliore ottimizzazione all’interno dei motori di ricerca.

L’obiettivo principale dei consulenti SEO è di sviluppare e mettere in pratica delle strategie per indirizzare il traffico verso il sito, in modo da migliorare il page rank. Ciò viene fatto scegliendo e utilizzando determinate parole chiave e specifici argomenti per poter migliorare l’user experience e rispettare le linee guida dei motori di ricerca.

Le figure degli Seo Specialist e dei consulenti SEO, in realtà, tendono a fondersi e oggi si parla indifferentemente di una figura o dell’altra. I compiti principali sono:

  1. Leggere e interpretare la SERP per comprendere pienamente le vere intenzioni di ricerca degli utenti. Quindi è fondamentale la sua capacità di osservazione.
  2. Curare la struttura del sito e delle sue pagine. I consulenti SEO hanno il compito di fornire una buona user experience: ridurre al minimo l’abbandono della pagina, il tasso di rimbalzo, aumentare le visualizzazioni di pagina, aumentare il tempo di permanenza dei visitatori sul sito, aumentare le percentuali di Click nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca organica, discutere i vantaggi e gli svantaggi dell’uso di rich content o rich media.
  3. Tenere d’occhio gli aspetti tecnici e migliorare le performance tecniche del sito, come ad esempio la velocità di caricamento delle pagine presenti nel sito. Velocità che può essere controllata tramite l’utilizzo di tool specifici, come PageSpeed Insights, di proprietà Google.
  4. Studiare i competitors che sono posizionati sui motori di ricerca per le tue vostre stesse keyword.
  5. Effettuare un’analisi comparativa online: attraverso il reverse-engineering dei siti web concorrenti per determinare i punti di forza e di debolezza. Oltre ad analizzare il pubblico comune. Ma anche confrontare i profili dei backlinks. A tal fine si possono utilizzare risorse come Spyfu.com, Compete.com e Semrush.com.
  6. Creare un piano editoriale per l’elaborazione di contenuti in ottica SEO.
  7. Utilizzare i principali strumenti SEO quali SEMrush, SeoZoom, Ubersuggest.
  8. Analizzare i risultati ottenuti e prendersi cura della reportistica.
  9. Convincere gli utenti a compiere una specifica azione all’interno del sito, che consiste per esempio, nell’iscriversi alla newsletter o all’acquisto di prodotto.
  10. Comprendere appieno gli obiettivi di marketing dei clienti, i competitors nel settore in questione, la loro nicchia, i prodotti che offrono e i fattori di posizionamento del brand.
  11. Effettuare una SEO audit, che consiste nell’esaminare e risolvere eventuali problemi che possono insorgere all’interno del sito.
  12. Ottimizzare il sito web tramite l’utilizzo sia di tecniche SEO on-page (struttura del contenuto, delle immagini, della formattazione e dei link interni) sia di tecniche SEO off-site (aspetti tecnici e link building).
  13. Ricercare delle keyword principali, secondarie e long-tail.
  14. Miglioramento continuo dei processi lavorativi: attraverso l’analisi delle metriche dei dati come, per esempio il volume di traffico, il tasso di rimbalzo, il completamento di inviti all’azione (Call to Action), agire per incentivare aumenti mirati del traffico attraverso tutti i canali di marketing digitale, migliorando il coinvolgimento dei contenuti.
  15. Keyword mapping: assegnare, confrontare e mappare specifiche keywords a pagine individuali al fine di verificarne il posizionamento su specifici argomenti.
  16. Ottimizzare la struttura dei collegamenti interni.
  17. Lavorare sull’user experience.
  18. Individuare eventuali problemi a livello tecnico e risolverli: canonicalizzazione (il processo di selezione di una pagina e degli url ritenuti prioritari), impaginazione, errori 404, re-indirizzamenti 301/302, errori di scansione, collegamenti interrotti, errori del server, contenuto duplicato, file Robot.txt, mappe del sito errate, contenuto duplicato, attributi Alt mancanti, struttura URL scadente, velocità del sito web lenta.
  19. Copywriting in ottica SEO.
  20. Conoscere i CMS: i consulenti SEO devono essere in grado di capire i Content Management Systems, in termini di caratteristiche operative, vantaggi e svantaggi dei più comuni “programmi” come WordPress, Joomla, DotNetNuke.
  21. Creare report SEO da inviare ai clienti.
  22. Local SEO: attuare campagne marketing Local SEO che includano l’uso di un profilo verificato al 100% da Google My Business e la visibilità su Google Maps, oltre ad un consistente profilo NAP (acronimo di Name, Address, Phone).
  23. Conoscere i trend SEO del settore: i consulenti SEO che seguono le White Hat Best Practices devono tenersi aggiornati sugli aggiornamenti degli algoritmi dei motori di ricerca. Come, per esempio, Panda e Penguin per Google.
  24. Migliorare il Call to Action: i consulenti SEO devono enfatizzare le funzionalità del sito per aumentare i tassi di conversione.  Inoltre,  devono condurre un’analisi dei tassi di conversione.
  25. Applicare tecniche SEO avanzate: i consulenti SEO attraverso metodi sofisticati massimizzano la visibilità del sito ai motori di ricerca. Featured snippet, Write Evergreen Content, Google Quick Answers Box, per citarne alcuni.


Consulenti SEO: perché il tuo sito non compare nelle prime posizioni di Google

Se il vostro sito si colloca in una posizione molto bassa su Google, è probabile che il posizionamento sia dovuto a uno o più dei seguenti motivi:

  • Contenuto dei testi scarso o assente.
  • Quantità eccessiva di banner pubblicitari all’interno delle pagine.
  • Lentezza del sito a cause della presenza di contenuti eccessivamente pesanti o per problemi hardware e software.
  • Nessun tipo di ottimizzazione dei titoli di pagina, delle descrizioni, dei link e del sito in generale.
  • Scarsità a livello qualitativo o plagio dei contenuti.
  • Creazione del sito tramite servizi online gratis o a basso costo.

Google, infatti, è un motore di ricerca che favorisce siti con contenuti originali, di qualità, accessibili e attinenti alle ricerche effettuate dagli utenti. Se ad esempio, il vostro sito è ospitato su server “lenti” difficilmente comparirà tra i risultati organici del motore di ricerca.

A titolo di esempio è sufficiente collegarsi a Gtmetrix per valutare la velocità del proprio sito. La velocità di un sito è uno dei parametri fondamentali che fanno parte dell’aggiornamento dell’algoritmo di Google di maggio 2021.

E’ quindi compito dei consulenti SEO utilizzare tutta una serie di software per valutare l’ottimizzazione del sito e, nel caso, procedere a indicare come ristrutturare il sito. Una volta ottimizzato il sito con l’aiuto dei consulenti SEO, entro un paio di mesi sarete già in grado di notare i primi risultati in termini di posizionamento e di visite.


Perché avere dei Consulenti SEO è importante

Queste sono le ragioni principali per rivolgersi a dei consulenti SEO:

  1. Gli errori vi possono danneggiare. Se la SEO non viene fatta correttamente, non solo non funziona, ma può addirittura influire negativamente sul ranking. Tra gli errori più comuni troviamo l’inserimento di backlink artificiali, una quantità eccessiva di keyword utilizzate, la duplicazione di contenuti e il plagio.
  2. La SEO è difficile. Una corretta strategia SEO include molteplici aspetti di natura tecnica come la user experience, l’ottimizzazione dei contenuti e un buon backlinking.
  3. I professionisti hanno gli strumenti adatti. I consulenti SEO conoscono i tool adeguati che utilizzano per sviluppare una campagna SEO.
  4. Le regole cambiano in maniera repentina. Google effettua modifiche continue al suo algoritmo. I consulenti SEO, per professione, rimangono sempre aggiornati e sono in grado di apportare i cambiamenti necessari per ottimizzare al meglio il vostro sito.
  5. Studiano i competitor. L’analisi della concorrenza è un aspetto fondamentale per riuscire a creare una buona strategia SEO. I consulenti SEO diventano quindi una parte integrante nell’individuare il target corretto e creare contenuti pertinenti al vostro sito.
  6. Effettuano l’analisi della vostra attività. Sono cioè in grado di individuare vari aspetti della vostra attività sui quali puntare, inclusa l’identificazione delle keyword, delle strategie efficaci e di quelle inefficaci.
  7. Sono un buon investimento. I servizi SEO, non solo producono risultati consistenti, ma sono più economici, nel medio periodo, di altri servizi pubblicitari online e offline, come nel caso del pay-per-click.


L’Audit SEO. La base da cui partire

Quando si parla di Audit SEO si fa riferimento all’analisi tecnica SEO di un sito web che ha l’obiettivo di individuare i possibili miglioramenti da apportare. Questa analisi solitamente è incentrata su due rami differenti della SEO: quella On-Page e Off-Page. In questo modo è possibile valutare lo stato di salute generale del vostro sito, evidenziandone i punti di forza e punti di debolezza.

Per un audit SEO è bene capire alcuni degli aspetti strutturali e strategici. Tra i primi si dovrebbero prendere in considerazione gli elementi tecnici, come la velocità di caricamento, l’ottimizzazione del codice e delle immagini, il CMS usato e gli eventuali errori che si trovano all’interno del sito.

Invece, per quanto riguarda lo sviluppo della strategia, è necessario individuare gli obiettivi reali e il target di utenti che si intende perseguire. Si passa, quindi, all’analisi delle parole chiave che posizionano il vostro sito, quindi le keyword che generano pessimi risultati, quelle che producono buoni risultati e quelle che potrebbero essere utilizzate in futuro. Per procedere ad un audit SEO dettagliata di un sito web servono alcuni tool specifici. Tra questi troviamo:

Gli strumenti Google sono utili soprattutto per ottenere informazioni sull’attuale stato di salute del vostro sito, sul comportamento degli utenti e sulla SERP. Lo strumento Screaming frog è utile per effettuare una prima scansione tecnica, permettendoci di evidenziare gli errori presenti sul sito, le eventuali criticità a livello di codice e di struttura. Ahrefs e SEMrush sono invece utilizzati in particolar modo per il posizionamento delle keyword e per l’analisi dei backlinks. Questi tools danno la possibilità di individuare la posizione di quelle pagine del sito che sono state indicizzate per determinate parole chiave, individuando anche i diversi intenti di ricerca da parte degli utenti e i principali competitors. L’utilizzo dello strumento Majestic SEO è specializzato nella link analysis.

consulenti seo


Gli errori che i Consulenti SEO devono evitare

Se volete ottenere una corretta ottimizzazione del vostro sito web è importante che i vostri consulenti SEO si assicurino di non commettere i seguenti errori:

  • Assenza della Sitemap. Per rendere il più possibile visibile il vostro sito sui motori di ricerca, il consulente SEO deve innanzitutto delineare la Sitemap del sito. La sua assenza può danneggiare gravemente il vostro ranking.
  • La scelta di parole chiave sbagliate. È fondamentale che i consulenti SEO scelgano le giuste keywords, evitando quindi di concentrarsi sulle parole chiave non utilizzate dagli utenti durante i loro intenti di ricerca o non inerenti al vostro business. E’ necessario concentrarsi anche sulle long-tail keyword e per fare ciò si può ricorrere ad alcuni strumenti come Google Trends e Google Ads Keyword Planner.
  • Tag Title non ottimizzato. È importante inserire la keyword principale all’interno del tag title, ma non deve essere né troppo lunga né ripetuta in altre pagine del vostro sito web.
  • URL non curati. La loro struttura influisce molto sul ranking di un sito. È necessario quindi che gli URL siano significativi, che contengano le parole chiave e che non siano formati da una serie di caratteri casuali.
  • Ripetizione eccessiva di Keyword. Non è mai ottimale ripetere troppe volte la stessa parola chiave in una medesima pagina. Questa pratica può portare ad una penalizzazione da parte di Google.
  • Meta tag Description non ottimizzato. Ai fini di una buona ottimizzazione è importante completare il meta tag description. In questo modo potrete convincere gli utenti a cliccare sulla vostra pagina anziché su quella dei competitor.
  • Pubblicazione di contenuti copiati. Google predilige la completezza e l’originalità dei contenuti, in modo da riuscire a creare un’ottima user experience. Se il vostro sito presenta dei contenuti copiati, gli algoritmi di Google lo penalizzeranno.
  • Assenza di link di qualità in entrata. È fondamentale che i link in entrata derivino da fonti autorevoli e se possibile, da pagine che affrontino tematiche simili a quelle trattate dal vostro sito. Per fonti autorevoli si intende domini, siti, che abbiano una buona Authority.
  • Utilizzare in maniera corretta gli Headings. Anche i tag H1, H2, H3 influiscono sul ranking di una pagina. Il titolo H1, per esempio, dovrebbe idealmente comparire solo una volta in una pagina e dovrebbe specificare il topic trattato. Gli altri tag possono invece essere ripetuti ma è necessario rispettare sempre l’ordine gerarchico, per facilitare la lettura agli utenti.
  • Pubblicazione di immagini non ottimizzate. Gli utenti e i motori di ricerca favoriscono le pagine che includono delle immagini. La loro presenza però non basta. È necessario che i vostri consulenti SEO le ottimizzino, inserendo la keyword all’interno del tag Alt e conferendogli un nome adeguato.
  • Mancanza del certificato SSL: una delle prime azioni che i consulenti SEO dovrebbero fare è la verifica della presenza dei certificati di sicurezza SSL sul sito. Google ha specificato che questa è una delle condizioni che l’algoritmo valuta per indicizzare un sito. Si tratta, in altre parole, di avere una url del tipo “Https://”


Come capire se i tuoi Consulenti SEO sono competenti

Se siete alla ricerca di consulenti SEO, eccovi alcuni step da effettuare prima di scegliere il vostro consulente ideale. Le prime 4 condizioni devono essere totalmente soddisfatte. La mancanza del rispetto anche di una sola, delle 4, fa propendere la scelta verso altri professionisti.

  1. Valutate la loro esperienza. Per verificare la loro reale competenza nel settore, non limitatevi a richiedere ai consulenti SEO il loro portfolio o delle referenze di altri clienti ma chiedete che vi vengano mostrate le metriche di Google Analytics o di Seozoom, per esempio. I numeri non esprimono opinioni, fotografano la realtà. Quante keyword sono state indicizzate? Quante sono entrate in prima pagina? E’ effettivamente aumentato il volume organico?
  2. Richiedete la creazione di un piano strategico. In questo modo potrete capire se il candidato in questione sia in grado di comprendere gli obiettivi della vostra azienda.
  3. Stabilire la frequenza e la lunghezza degli articoli da pubblicare. Quanti articoli al mese si prevede di pubblicare? Chi li scriverà? Chi li correggerà? Quanto dovranno essere lunghi? Sono domande a cui un consulente SEO deve sapere rispondere e, quindi, pianificare. Se vi viene richiesto di scrivere articoli da 600 parole ponetevi qualche domanda: una recente indagine ha evidenziato come la lunghezza media degli articoli in prima pagina di Google sia di 2400 parole.
  4. Procedete con la richiesta del preventivo. Un consulente SEO che si rispetti, chiarisce e condivide, all’interno del preventivo stesso, tutti i costi relativi ai suoi servizi. Questo significa che se è previsto, ad esempio, l’utilizzo di Google Ads è bene che sia quantificato l’investimento destinato a quella attività.
  5. Rispetto delle scadenze. È un aspetto fondamentale per comprendere la reale competenza e serietà dei consulenti SEO.
  6. Presentazione dei report delle attività realizzate. Per mostrare che il lavoro svolto corrisponda con quanto è stato concordato con il cliente, è importante che il consulente SEO crei dei report periodici da mostrare al cliente stesso.
  7. Empatia. Non sembrerebbe, ma anche questo aspetto ricopre un ruolo importante nella scelta di un consulente SEO. Per fidarsi appieno di un professionista, il cliente deve fidarsi completamente del consulente SEO, così come quest’ultimo deve, se necessario, poter fare affidamento sul cliente.


Le 4 punti best practices di ogni buon consulente SEO

Diventare consulenti SEO non è semplice, indipendentemente tipo di pregresso che si ha. Si dice anche che: “non ci sono pasti gratis“, intendendo appunto che solo con l’esperienza si ottengono risultati validi e costanti. Non esistono scorciatoie.

Ci vuole impegno, dedizione, aggiornamento e miglioramenti costanti.

La buona notizia è che, in realtà, ci sono aspetti del lavoro sui quali ci si può concentrare e diventare, nel tempo, un’autorità del settore.

Vediamo quindi le 4 best practices di un ogni buon consulente SEO.

1) Definire gli obiettivi.

Definire gli obiettivi all’inizio di qualsiasi rapporto di consulenza è fondamentale.

Così facendo, tutte le parti coinvolte nel progetto avranno un’idea chiara della missione, dei costi e cosa si può raggiungere o meno. Si tratta di responsabilizzare gli attori in gioco.

Se non si definiscono gli obiettivi è praticamente impossibile dimostrare il proprio valore di consulenti SEO e, altra cosa importante, far capire se il progetto è stato buono.

Se, per esempio, l’obiettivo fosse:

  • Aumentare il traffico organico di [X] punti percentuali;
  • Migliorare la visibilità delle parole chiave [K], [Y] e [W];
  • Ridurre il costo per clic di 0,5 euro;

è necessario definire su quali metriche puntare e assicurarsi di realizzare spesso report sui progressi.

Ancora meglio, i consulenti SEO e il cliente dovrebbero concordare le metriche da monitorare.

La natura della consulenza implica che non sempre si avrà una gestione diretta sull’esecuzione dei consigli dati, pertanto, stabilire le aspettative all’inizio è assolutamente essenziale.

2) Educare i clienti.

Soprattutto in campo digitale, l’istruzione può essere una parte importante di un rapporto cliente/consulente.
Fornire ai tuoi acquirenti una istruzione adeguata sulla tua area di competenza sarà essenziale per dimostrare il proprio valore.

Pensiamo a consulenti SEO che abbiano un cliente che, pur avendo una certa esperienza, non si è aggiornato ultimamente.

La prima cosa che buoni consulenti SEO devono fare è capire le basi dei propri clienti:

  • Qual è il loro background nel marketing?
  • Qual è la loro posizione all’interno dell’organizzazione?
  • Hanno lavorato in passato con consulenti SEO?
  • Quali best practices conoscono?

Una volta definito il background dei clienti, è possibile capire su quali aree hanno i consulenti SEO devono dedicare del tempo all’educazione.
Capita, nelle consulenze, che si dedichi del tempo ad esaminare una serie di strategie sulle parole chiave per poi, improvvisamente, sentirsi dire: “…Sì, benissimo… ma non ho chiaro cosa significhi keyword difficulty…”.

3) Agire

La natura stessa della consulenza implica che i consulenti SEO non hanno sempre il controllo diretto sull’esecuzione delle raccomandazioni date. Per questo motivo è necessario muoversi di conseguenza:

  • Assegnare delle priorità: non tutte le raccomandazioni sono prioritarie o urgenti. Bisogna chiarire quali elementi sono una priorità assoluta e quali invece possono attendere. In questo modo, i consulenti SEO possono far si che tutti si concentrino sugli elementi che avranno un impatto immediato.
  • Incoraggiare l’azione: dei buoni consulenti SEO formuleranno raccomandazioni solide e strategiche. Queste possono essere presentare in un modo che incoraggi le persone ad agire sottolineando l’importanza, il risultato che produrranno o la potenziale ripercussione della mancata esecuzione.
  • Considerare le alternative: esiste un altro approccio che porterebbe risultato desiderato? C’è un modo più efficiente per raggiungerlo? Le raccomandazioni date sono priorità assolute?

4) Scegliere gli strumenti giusti

I buoni consulenti SEO sono tanto bravi quanto gli strumenti che scelgono.

Indipendentemente dall’esperienza e dalle capacità, è difficile crescere senza gli strumenti e le risorse giusti.

Gli strumenti possono influire pesantemente sull’efficienza della consulenza, sulle informazioni e sui dati che si forniscono ai clienti.

Detto questo, l’ambito di questi strumenti dovrebbe essere specifico per le dimensioni e le esigenze del consulente.

Una classifica per settori dovrebbe prevedere:

  • Comunicazione: Google Hangouts Chat, Slack, Teams e Google Docs.
  • Gestione dei progetti: Basecamp, Trello, Asana, OneDrive e Monday.
  • Marketing digitale: SEMrush, Moz, Screaming Frog, BuzzSumo, Buffer, BuzzStream.

Ognuno di questi strumenti dovrebbe essere scelto in base alle esigenze di consulenza e non sul consenso della comunità di marketing.
Quello che potrebbe funzionare bene per alcuni consulenti SEO, potrebbe non funzionare affatto per altri.


Conclusioni

I compiti dei consulenti SEO sono, come abbiamo visto, molteplici. Tutti però si risolvono verso un unico, comune, obiettivo.  Questo: “Portare traffico gratis”. È evidente che questo obiettivo può essere perseguito in un orizzonte temporale di medio periodo: normalmente qualche mese.

I consulenti SEO sono quindi professionisti in prima linea che forniscono non solo consulenza, ma anche la capacità di utilizzare strumenti di marketing che, mese dopo mese, permettono ai propri clienti di aumentare la visibilità online dell’azienda o del business. Con risultati che, a differenza di un traffico ottenuto tramite campagna Ads, dovrebbero essere duraturi nel tempo.

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